Rete Italia APS

Profilo Instagram del Professor Giampietro COMOLLI hackerato arrecando grave danno alla sua immagine professionale.

RETE ITALIA denuncia questa violazione della sicurezza nei Social ed inviata la Polizia Postale a riattivare l’importante servizio di denuncia on-line – momentaneamente sospeso per aggiornamento del sistema – per permettere interventi pronti e azioni mirate al contrasto all’illegalità. Un invito esteso anche al Governo Meloni affinché prenda posizione in merito alla questione dei pericoli derivanti da gravi attacchi alla identità personale, finalizzati spesso a compiere azioni truffaldine ed illegali.

Fabriano, 23 gennaio 2023

Autore: Sergio Sambi

Nell’era degli enormi investimenti per migliorare il tenore della vita, permettendoci tramite la comunicazione virtuale nei siti e portali del web di incontrare persone lontane nel mondo reale, appare quasi assurdo che l’identità di un individuo possa essere sottratta a sua insaputa e utilizzata da gente senza scrupoli per carpire la fiducia degli amici e dei follower per un indebito arricchimento.

“Si tratta di un vile sistema in uso perverso da anni da parte di esperti informatici che, purtroppo, le autorità competenti non sono ancora riuscite a debellare” l’amaro commento di Maria Paola Meli, presidente d Rete Italia APS.

Giampietro Comolli è un agronomo, economista, giornalista, creatore di distretti produttivi turistici ed insegnante in master universitari della storia economica e culturale della viticoltura e della enologia del Mediterraneo, nonché Presidente del settore Eccellenze Territoriali Distretti Produttivi Turistici di Rete Italia APS.

“Probabilmente ho cliccato su una pagina di un amico o che sembrava tale e invece probabilmente era una pagina fake con troian. Questo ha permesso di prendere la mia password o di vederla… non capisco come”. Comolli è perplesso e non riesce a darsi pace per questo grave fatto.

“Si parlava di sostenere questo mio amico in una classifica nazionale dei più importanti influencer! Questo sta ad indicare come certe figure più o meno vere o inventate o di moda possano trarre in inganno. Un amico giornalista autorevole che parla di suo impegno per far crescere un interesse è un valore aggiunto a un modello di imprese o a un sistema di marketing o comunicazione, può essere visto come un “aiuto” importante oggi che tutto passa sui social e sui profili. A parte imprese dotate di tanti hacker, il piccolo utente con 7-15.000 follower diventa facile bersaglio anche per superficialità. È vero che ignoranza non giustifica, ma è anche vero che oggi non esiste nessuna impresa, nessun media, nessun imprenditore di sé stesso o fruitore o dispensatore di un servizio, che non sia obbligato a sottostare a norme legali nazionali e internazionali e a una deontologia professionale. Solo il mondo web non ha regole di rispetto e tutela dell’utilizzatore, se non qualche filtro di parole e foto. L’attacco alla singola persona si configura, visto il coinvolgimento di centinaia di amici, come un mobbing generale senza potersi difendere. Ci sono piccole imprese di giovani lavoratori che hanno perso anni di lavoro in questo modo alla faccia di chi è tutelato senza lavorare o che gioca sulla pelle di altre persone per bene. Da anni” conclude Comolli “chiedo regole per internet web social almeno al pari di una privacy o di una difesa legale d’autorità o di un modulo usato per aprire un conto corrente in banca o per avere una assicurazione di un bene intellettuale… almeno come minimo. Inoltre occorre che vengano poste in essere dalle major del web, delle barriere algoritmiche più mirate e meno blandenti!”.

Riuscire a bloccare il profilo hackerato e recuperarne la proprietà intellettuale non è facile… Il centro assistenza di Instagram prende nota delle segnalazioni in modo complicato per un semplice utente, visto che è impossibile accedere al proprio profilo autonomamente. Bisogna quindi ricorrere ad un amico che si interfacci e segnali l’abuso indicando la e-mail corretta del titolare del profilo. Viene quindi consigliato di rivolgersi alle autorità locali competenti in materia. Peccato che in questi giorni la piattaforma della Polizia Postale non riceva denunce on-line dato che il sito è in fase di aggiornamento.

Avendo scoperto il fattaccio di giorno festivo, al povero danneggiato non resa che recarsi di persona all’ufficio più vicino, facendo passare in tal modo del tempo prezioso.

“Mi auguro che l’indispensabile servizio per gli utenti sia ripristinato al più presto” aggiunge la presedente Meli “Invitiamo il Governo a prendere atto della situazione e rendersi promotore di azioni più incisive nei confronti dei truffatori, subdoli e malavitosi”.